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Riflessione 17/04/2020

Buon pomeriggio!

Questo venerdì vorremmo condividere con voi una riflessione tratta dalle parole di Papa Francesco e una lettura dal Vangelo di Luca.

parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
Parte 6

TESTO COMPLETO:

Papa Francesco ci dice che “La salvezza è questo: vivere nella consolazione dello Spirito Santo, non vivere nella consolazione dello spirito del mondo.” Lo spirito del mondo ci porta al peccato, non alla salvezza. E purtroppo non é possibile fare un po’ e un po’, seguire un pochino Cristo e un pochino lo spirito del mondo. E’ una scelta radicale, una scelta definitiva come già ci aveva spiegato Papa Francesco, certamente difficile da prendere per noi che siamo tentati dalle scelte provvisorie suggeriteci dallo spirito di questo mondo.

Tuttavia cosa succede se non apriamo il nostro cuore al Signore, se non ascoltiamo la parola di Dio con volontà di riceverla, accettarla e comprenderla? Succede che i comandamenti di Gesù sembreranno sciocchezze “se noi non abbiamo il cuore aperto allo Spirito Santo”. E’ una amara considerazione questa di Papa Francesco, ma veritiera. E aggiunge, spiegando questo concetto con un esempio concreto ‘Ma, guarda, essere poveri, essere miti, essere misericordiosi non sembra una cosa che ci porti al successo’. Se non abbiamo il cuore aperto e se non abbiamo gustato quella consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza, non si capisce questo. Questa è la legge per quelli che sono stati salvati e hanno aperto il loro cuore alla salvezza. Questa è la legge dei liberi, con quella libertà dello Spirito Santo”.

E’ difficile da capire ammette Papa Francesco. Lo Spirito Santo ci dà la libertà, ma questa libertà che Egli ci dà é anche una schiavitù. Siamo infatti liberi di seguire lo spirito di questo mondo creandoci una nostra libertà che però non é la libertà di Dio. Questa libertà, la nostra libertà non ci condurrà alla salvezza. La salvezza è andare avanti e aprire il cuore, perché venga questa consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza.dice Papa Francesco.

La salvezza é dunque scegliere liberamente la “schiavitù al Signore che ci fa liberi” otterremo così “un’altra libertà”

Dal Vangelo secondo Luca. 22, 39-46

Gesù se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi;

anche i discepoli lo seguirono.

Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”.

Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso

e, inginocchiatosi, pregava:

“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!

Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”.

Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.

In preda all’angoscia, pregava più intensamente;

e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli

e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro:

“Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione”.

Questo brano, sentito più volte durante le celebrazioni pasquali, ci fa riflettere su due aspetti fondamentali: il primo è sicuramente il fatto che Gesù mostra il suo lato più umano, sperimenta sentimenti come la paura e l’angoscia; il secondo aspetto è il fatto che Dio lo ha sempre lasciato libero di scegliere, scegliere se passare da lui questo calice, ma il Signore rimette la Sua volontà al volere del Padre. Gesù sa che per essere libero di amare tutta l’umanità, attraverso l’espiazione di tutti peccati dell’umanità, deve passare per la sua croce.

Da questo brano ci accorgiamo quindi che la Libertà la sperimentiamo ogni volta che facciamo una scelta.

Tuttavia non tutte le scelte sono libere, a volte siamo infatti costretti da fattori che non dipendono da noi, ma molto più spesso sono proprio le nostre schiavitù a non permetterci di scegliere liberamente.

Ricordiamoci che la libertà nella scelta, il così detto libero arbitrio, è stato ed è oggetto di dispute filosofiche e teologiche, ed è forse il dono più grane, dopo la vita, che abbiamo ricevuto. Dio ci ha fatto un dono talmente grande che spesso non ce ne rendiamo conto, infatti siamo pure liberi di non credere in Lui, non solo ma addirittura di commettere atti volontari che lo offendono, contro la vita e contro il prossimo.

Possiamo riassumere dicendo che Dio ci ha lasciati liberi di amare, sta quindi a noi scegliere.