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Riflessione Serale e Storia 26/03/2020

Buonasera!

Inseriamo il video dove i nostri ragazzi narrano la riflessione serale e l’audio della storia per bambini. Subito sotto al video ci sarà anche un testo, per aiutare a seguire la riflessione serale.

Vi auguriamo una buona serata, vi facciamo un grande augurio a tutti, e vi aspettiamo domani per momenti simili a quelli vissuti oggi!

Storia Peter e il filo magico

Riflessione serale – L’amicizia

Dal Vangelo secondo Marco

32 Poi essi arrivarono ad un luogo chiamato Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui, finché io
abbia pregato».
33 Quindi prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia;
34 e disse loro: «L’anima mia è grandemente rattristata, fino alla morte, rimanete qui e vegliate».
35 E, andato un poco avanti, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, si allontanasse da lui quell’ora.
36 E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio,
ma ciò che tu vuoi».
37 Quindi, tornato indietro, trovò i discepoli che dormivano e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non hai avuto la
forza di vegliare una sola ora?
38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione, certo lo spirito è pronto, ma la carne è debole».
39 Se ne andò di nuovo e pregò, dicendo le medesime parole.
40 Ritornato, trovò i discepoli nuovamente addormentati, perché i loro occhi erano appesantiti e non
sapevano che cosa rispondergli.
41 Infine, ritornò per la terza volta e disse loro: «Dormite pure ora e riposatevi, basta! L’ora è giunta. Ecco, il
Figlio dell’uomo è consegnato nelle mani dei peccatori.

Tutti noi durante i momenti più duri abbiamo bisogno di sostegno, sostegno che proviene dai familiari, dagli
amici, dai colleghi. Così anche Gesù nelle sue ultime ore chiede aiuto e sostegno ai suoi amici più cari, i
discepoli, ma essi non riescono a fornire tutto il supporto che Gesù gli chiede. Anche noi in questo periodo ci
sentiamo più soli, i nostri affetti spesso sono lontani da noi e l’unico modo che abbiamo per incontrarli è via
telefono o via social. Gesù però nei momenti più difficili ci mostra la strada da seguire, egli infatti si rivolge
direttamente al Padre, così anche noi oggi possiamo e dobbiamo trovare conforto nelle scritture e nella
preghiera.
In questo brano emerge anche un altro aspetto molto importante, ovvero la fragilità della condizione umana.
Anche Gesù nelle sue ore più dure mostra la paura e la volontà di fuggire alla sua passione. Tali sentimenti
sono del tutto umani e li sperimentiamo comunemente anche noi. La tentazione di sottrarsi alla propria croce
è forte, di venir meno a certi doveri. Questo succede anche Gesù, infatti chiede al padre di allontanare da lui
questo calice, ma sa bene che non può sottrarsi per il bene di tutta l’umanità. Gesù fa quello per cui è si è
fatto uomo nonostante la paura, il dolore e la sofferenza, egli il conforto non lo trova negli amici, che lo
abbandonano proprio nel momento più duro, ma trova coraggio nella consapevolezza di non essere mai
abbandonato dal Padre.
I suoi amici più cari erano chiamati ad uno sforzo enorme, quello di sostenere il Signore durante la sua
passione, e la loro condizione umana non glielo ha permesso. Così anche noi spesso non riusciamo a
sostenerci come vorremmo nelle prove della vita e nel cammino verso Dio. Gesù anche in questo caso ci
mostra la via, egli infatti li riprende più volte, ma capisce che essi hanno dato il loro massimo contributo e
allora lascia che dormano. Anche noi quindi nei momenti difficili -quando i nostri amici “dormono”- possiamo

renderci conto che il nostro compimento si realizza nel rapporto con Dio, sostenuti ma non determinati da chi
ci accompagna. E’ possibile questo anche con il Signore? Gesù nel vangelo di Giovanni dice “Voi siete miei
amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo
padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi” Giovanni,
15 14-15.
Infine ricordiamoci che l’amicizia non è mai unilaterale, quindi anche noi, come Gesù, dobbiamo sempre
sostenere il prossimo, in particolare coloro che riteniamo amici. “Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici” Giovanni, 15 13.
“L’amicizia vera è quella che ti ricorda, in modo tale che riempia il più possibile il tuo tempo, il pensiero della
grande Presenza, di Cristo” (Don Luigi Giussani, Si può vivere così pag 65)
In questo periodo di maggior solitudine abbiamo la possibilità di riscoprire l’amicizia di Gesù in modi diversi
dal solito: lasciamoci stupire dalla Sua creatività!