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Riflessione Serale e Storia 28/03/2020

Buonasera!

Anche questa seria vi proponiamo un video riflessione organizzato dal nostro Gruppo Giovani! Insieme alla riflessione vi condividiamo anche una storia per i più piccoli, narrata da Don Floriano!

Buona serata a tutti e buon fine settimana!

Storia

Riflessione serale

Vangelo
Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due
uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava
così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come
questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano
invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O
Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché
chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato

Lc., 18 9-14

Riflessione
Insomma, più che pregare, il fariseo si compiace della propria osservanza dei precetti. Eppure il suo
atteggiamento e le sue parole sono lontani dal modo di agire e di parlare di Dio, il quale ama tutti gli uomini
e non disprezza i peccatori. […] Il pubblicano invece – l’altro – si presenta nel tempio con animo umile e
pentito: «fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto» (v. 13).
La sua preghiera è brevissima, non è così lunga come quella del fariseo: «O Dio, abbi pietà di me
peccatore». Niente di più. Bella preghiera! Infatti, gli esattori delle tasse – detti appunto, “pubblicani” –
erano considerati persone impure, sottomesse ai dominatori stranieri, erano malvisti dalla gente e in
genere associati ai “peccatori”. La parabola insegna che si è giusti o peccatori non per la propria
appartenenza sociale, ma per il modo di rapportarsi con Dio e per il modo di rapportarsi con i fratelli. […] Se
il fariseo non chiedeva nulla perché aveva già tutto, il pubblicano può solo mendicare la misericordia di Dio.
E questo è bello: mendicare la misericordia di Dio! Presentandosi “a mani vuote”, con il cuore nudo e
riconoscendosi peccatore, il pubblicano mostra a tutti noi la condizione necessaria per ricevere il perdono
del Signore. Alla fine proprio lui, così disprezzato, diventa un’icona del vero credente.

Papa Francesco, Udienza generale, 1 giugno 2016
«Chi è capace di moralità? Ogni uomo, nella sua debolezza, è peccatore. Senza la coscienza di essere
peccatori non possiamo rivolgerci a nessuno senza ingiustizia, presunzione, pretesa, attacco, calunnia e
menzogna. Nella coscienza d’essere peccatori, sorgono invece la possibilità di una discrezione, la nostalgiaa
di una verità per sé e per l’altro, il desiderio che almeno l’altro sia più buono di sé, l’umiltà. Non si può
stabilire nessun rapporto vero se non partendo dalla coscienza di essere peccatori, di quel che ci manca, di
quello in cui crolliamo.
Questo è il punto sul quale Cristo ha ripreso un’insistenza che era stata già dei profeti. Chi è l’uomo che
possa dire : “Io obbedisco a tutte le leggi”? Si può dire: «Riconosco queste leggi come necessarie», ma chi le
mantiene tutte? Chi può dire: “Le osservo tutte”? Il fariseo nel tempio! Ma è un fariseo, e allora trascolora il
significato del termine e diventa sinonimo di impostore, di presuntuoso. Invece, in fondo al tempio, c’è il
poveretto che riconosce di essere andato contro la legge: “Signore, pedonami, perché sono stato un
peccatore”.
La coerenza è un miracolo e perciò la moralità vera è un miracolo. È nella fedeltà alla compagnia cristiana
che uno, nel tempo, si sorprende a diventare capace di cose che non si poteva neppure immaginare: “Tua,
Signore, è la grazia” (Sal 62 (61), 12).


L. GIUSSANI, J. PRADES, S. ALBERTO, Generare tracce nella storia del mondo, Milano, BUR, 2019, pp. 96-97.

Una risposta a “Riflessione Serale e Storia 28/03/2020”

  1. Quante” ferite” abbiamo che aspettano di essere trasformate in qualcosa di buono!Mi viene in mente la canzone di De Andrè…”dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fior..”
    Grazie per questa giornata…
    Buona notte✨
    👣

I commenti sono chiusi.